MISTICO HAPPEL JUVENTUS MINKIA CLUB


Il blog del tifo juventino mistico happelliano

... Guida cosmica per juventini vagabondi ...
qui la mischia è ordinata ...
qui si tengono le castagne, la sopressa de casada, il lardo ed il vino buono

... contiene espressioni di superbia,
arroganza, vi sono le parolacce e le donnine no perchè se le vede la moglie...

... il calcio per il resto è sempre lo stesso ...
22 koglioni in mutande che corrono dietro ad un pallone del kazzo ...

Se ne consiglia la visione a Juventini Superdotati ...



martedì 29 dicembre 2009

Il ritorno di Bobby Moggi Gol


Torna Bettega evviva!!
Alleluja, io solo so quanto l'ho
atteso e quanto ho fatto in termini di propaganda: dal
portare un banner che lo invoca da 3 anni, dall'aprire
il gruppo Amici di Bettega su Facebook, dall'indicarlo
in tutto questo tempo come il "Salvatore della Patria",
il figliol prodigo, colui che torna.

Già ma dove torna e
cosa trova c'è da chiedersi
e in quest'ottica tutto il mio
entusiasmo, le aspettative di rivincita e rivalsa sono
oggi, che la cosa è fatta e ufficiale, non più rosee ma
offuscate dai più tristi pensieri.
E' strano ma è adesso
la sensazione che mi corre dentro come un brivido e
l'interrogativo - riuscirà a mettere in piedi la baracca? -
mi attanaglia da una decina di giorni, da quando dal nulla,
dal dimenticatoio, dalla zona d'ombra è riapparso con
un perentorio "Juve ti sposo per amore".
Dei suoi sentimenti c'è poco da discutere e tanto meno
da dubitare ma ho l'impressione che la "premiata ditta
simpatia" abbia voluto accontentare la piazza e l'ha fatto
"riesumando" una "bandiera" tra le più antipatiche nel
vasto mondo degli anti juventini.

Una contraddizione??
o un preciso piano per addossargli le future inevitabili
difficoltà??
In questo senso voglio mettere in guardia
il nostro Bobby dalla possibilità che possa diventare un
nuovo coperchio, un parafulmine a una gestione scellerata
e conclamata che stando ai giornali lo vorrebbe come
uomo di raccordo tra la medesima, scellerata, e uno
spogliatoio che andrebbe "spogliato" di tanti vecchi e inutili
"orpelli" e rinforzato con forze ed entusiasmo giovani.
Quali saranno i suoi poteri effettivi e in che modo potrà
muoversi è tutto da decifrare nella speranza che sappia
di suo tracciare le dovute linee per un futuro che non
sia di semplice galleggiamento ma di effettivo protagonismo.

E' difficile, io al suo posto non mi sarei immischiato con
questi,
ma non posso certo esimermi dal sostenerlo e
fargli i miei/nostri più sentiti AUGURI di buon lavoro e
BUON ANNO di rinascita.


- Zio Minkia -

lunedì 21 dicembre 2009

Editoriale del Lunedì: Titanic ...


Juventus - Catania : la nave affondava e loro ballavano ... ecco questa è la juve di oggi. Fino ad ora l'unica idea geniale è stata quelle di richiamare due cariatidi dirigenziali: Bettega e il figlio di Umberto. E poi il nostalgico sarei io perchè ho detto che Zanetti, Marchionni e Melberg non erano da vendere .... Ma andate a dar via il ...

Serie A: due dita di neve e si ferma pure il calcio. E questi volevano organizzare gli Europei ... fate ridere i polli e non solo ... In compenso l'Inter con un golletto di Etò si porta a +9 e addio sogni di gloria ... Confermo che Mazzari è un catenacciaro.

Premiere League: Pari tra due veri allenatori italiani che giocano a calcio e non a calci. Sono curioso di vedere quanto vale questo Chelsea senza Drogba. Rido e mi piscio addosso a chi dice che PdL è 1000 volte meglio ... che emeriti koglioni ... MartinO zitto zitto è in zona CL. Arriva Mancini e il City vince, ma in panca c'era ancora Hughes.

Minkia League: Penzo si appresta a raggiungere la vetta della classifica. Ma l'impresa del giorno è di B.Side che sta battendo il Mister ... è proprio vero la palla è rotonda o sferica o non quadrata ...

Varie ed Eventuali: Spalletti per molto meno si è dimesso. Ciro comportati almeno nelle dimissioni come un vero allenatore.


venerdì 18 dicembre 2009

Ci ripuliamo con l'Ajax ...


Nelle giornate del ritorno al passato, ossia del ritorno a breve di Bettega, del rientro in società del figlio di Umberto Agnelli, ai sorteggi di Europaleague abbiamo pescato l'Ajax. L'affronteremo con Mastrolindo a centrocampo. Dio c'aiuti.
Un tempo era una partita da finale o semifinale, ora una scampagnata di nobili decadute.
Entrambe hanno un buon settore giovanile, con la differenza che gli olandesi i loro giovani li valorizzano sul campo, noi sui giornali. Pazienza.
Comunque, dal punto di vista calcistico, una giornata triste. Marchionni, Zanetti e Melberg che giocheranno gli ottavi (7/8 milioni) mentre Diego e Melo (50 milioni) giocheranno nella nuova Mitropa Cup.
Non c'è che dire, la Juve è sempre la Juve.
Pessimista? No, sono stufo di raccontarmi balle. Abbiamo una squadra mediocre, che imita i gamberi e gli struzzi. E dire che siamo delle zebre ...


G.T.

lunedì 14 dicembre 2009

Editoriale del Lunedì: Progetto?

da wikipedia:

Con il termine progetto si identifica il complesso di attività correlate tra loro e finalizzate a creare prodotti o a pubblicare servizi rispondenti a obiettivi specifici determinati. I criteri di esecuzione, controllo e completamento in termini di tempi, costi e qualità, sono definiti in un contratto.

- omissis -

Di solito un progetto, inteso come complesso di attività interdipendenti, prevede:
obiettivi specifici, ragionevolmente raggiungibili ed eventualmente interconnessi con altri obiettivi o progetti;
vincoli temporali per il suo completamento
vincoli economici per il suo sviluppo
un insieme di risorse umane e tecniche assegnate e adeguate alle difficoltà del progetto;
una organizzazione interna con una chiara assegnazione dei ruoli, divisione dei compiti e una struttura di governo del progetto (nei progetti più grandi di solito viene creato un Comitato di Guida e Controllo detto anche Steering Committee)
oggetti e/o i servizi da rilasciare (i cosiddetti deliverable necessari al raggiungimento gli obiettivi) ben definiti e descritti in capitolati e/o contratti;
articolazioni del progetto in fasi (es: progettazione, esecuzione, test, ecc.) in cui sono definite le interfacce, i vincoli esterni (dipendenze da eventi non controllabili internamente al progetto e condizioni al contorno di cui tener conto) e le responsabilità (chi fa che cosa entro quando);
una pianificazione che definisce:
le date di partenza/termine di ciascuna attività;
l'assegnazione delle risorse alle attività su cui è articolato il progetto;
le interdipendenze tra le attività del progetto;
l'esplosione fino a un sufficiente (ma non esasperato) livello di dettaglio delle attività (i cosiddetti task);
le date di rilascio dei principali oggetti (o gruppo di oggetti) intermedi (i cosiddetti milestone);
la data di completamento del progetto;
un insieme di strumenti per controllare l'avanzamento del progetto rispetto agli obiettivi, sia in termini di tempo, che di costo che di deliverable rilasciati (strumenti di consuntivazione, Earned Value Analysis, ecc.).

I progetti più critici e importanti di solito prevedono anche:
un piano dei rischi (che indica anche le appropriate azioni di riduzione/mitigazione dei rischi individuati);
un piano della qualità (che definisce le strategie e i criteri per assicurare l'aderenza dei prodotti/servizi rilasciati ai requisiti stabiliti).

.... Progetto Juventus?


Bari-Juventus: oramai siamo lo zimbello d'Italia, anche le neopromosse fanno punti con noi. Si è rivisto Tiago, ma ha segnato Almiron. Povero Ferrara, non ne azzecca una. Ma porello tutti ce l'hanno con lui. Attendo ansioso la prossima conferenza stampa, per vedere le sue lacrime napuletane ...

Serie A: Padulo non c'è, Mourinho non c'è, e pareggiano ... valgono lo stesso? Milan asfaltato dal Palermo, per una settimana Rossi non rischia l'esonero. Per il resto colpi di coda e la conferma del Parma.

Premiere League: Carletto perde i primi punti in casa, contro un Everton che sembra tornato quello dell'anno scorso. Benitez affondato da Wenger ed i ragazzi di Martin O'Neil che si confermano ammazza grandi, sabato è stata la volta del M.U.

Minkia League: Spotty solitario in testa, incalzato da Penzo. Mistico torna ad una striscia di vittorie. B.side muove la sua classifica: nulla è perduto.

Varie ed Eventuali: Il Blog non è morto, come la Juve di Ferrara. Si ringraziano comunque le cassandre attendiste per il loro aiuto.

- G.T. -

mercoledì 9 dicembre 2009

Fine della Farsa, ossia della Presa per il Culo.



1. abbiamo perso meritatamente

2. ferrara non è da juve, o meglio non è un allenatore

3. caceres è un bluff, ossia non è un difensore e occupa il posto di un difensore

4. in italia nessuno capisce di calcio, altrimenti non si spiega l'arrivo di diego e caceres

5. melo è la maggior plusvalenza creata nel calcio italiano, con un giocatore brocco

6. ranieri dovrebbe ricevere le scuse di tutti gli juventini che lo hanno criticato

7. a parole non s'ingravidano donne si dice dalle mie part1

8. tuttosport ha cominciato l'opera di scarica barile sulla scelta di ferrara

9. la squadra è stata gestita in modo nepotistico

10. ora pulizia

venerdì 4 dicembre 2009

Ti voglio bene mamma. di 4M+1M di mammone ...




E’ il primo pomeriggio di un sabato di fine novembre.
Moglie e figlia “grande” sono in camera mia, che dormono nel lettone.
Fuori la classica giornata uggiosa, malinconica, della Bassa pavese. Nebbia, pioggerellina, poca luce. L’atmosfera crepuscolare è acuita dai notturni e polacche di Chopin, che dallo stereo in salotto, a volume medio-basso, avvolgono la sala.

Le note mi giungono all’orecchio mentre misuro e peso quei miracolosi 53 centimetri e 6 kilogrammi che si dimenano tra le mie braccia, in bilico tra la luce del giorno e le braccia di Morfeo. La guardo, la tocco, la bacio, come per fermare il tempo e imprimere per sempre dentro di me l’esatta percezione di quel peso, quella lunghezza, e i suoi respiri. Perché farò a mala pena in tempo ad accorgermene, domani è già è qui, e ormai ho la consapevolezza di come in tre anni quei 6 kilogrammi diverranno 15, non si addormenterà più tra le mie braccia, comincerà a parlare e reclamare la sua indipendenza, in un susseguirsi irrefrenabile di nuove scoperte e nuove conquiste ognuna straordinaria nella sua unicità. Ed io e mia moglie con il compito stupendo e così importante di esserne spettatori sì, ma tutt’altro che passivi.


Penso ai miei anni di liceo, ognuno di essi mi sembrava durare un lustro.
E ora questi tre anni sono volati come fossero tre mesi.

E’ una giornata importante e fortunata, la mattina abbiamo avuto conferma che la pre-iscrizione per la scuola dell’infanzia (ai miei tempi si chiamava asilo, comunque…) è stata accettata, e nostra figlia potrà crescere e studiare nell’istituto che fortemente volevamo mia moglie ed io. La direttrice convoca un’assemblea con tutti i genitori dei futuri “piccoli” di quelle classi d’asilo che riscopro saranno composte da “piccoli”, “mezzani” e “grandi”. Ci racconta come funziona la scuola, quali sono i principi a cui si ispira, le attività che faranno i bambini, e la composizione della giornata.

Il mio cuore si stringe, otto ore in autonomia, con gli altri bambini, ad imparare, a crescere, a sviluppare sempre più quella autonomia che già sta conquistando e fortemente dimostrando di cercare.


E’ il nostro compito, la nostra realizzazione sarà quella di vederla un giorno indipendente, salda sulle proprie gambe, capace di scegliere, sbagliare, rialzarsi, osare, costruire, distruggere, ricostruire, amare. Costruendosi un bagaglio di idee che non necessariamente saranno le mie, ed io dovrò essere capace di non rammaricarmene, ma inorgoglirmi della sua capacità di essere indipendente e unica come persona. Dovrò esserci sempre quando mi vorrà, cercare sempre e comunque di trasferirle i valori e i principi, perché su quelli non si può scendere a patti, ma sempre ricordando che dovrò “rispettarla”. Lei (e a ruota sarà il turno dei 6 kili che ho in braccio) è mia figlia, ma questo non può e non deve tradursi in un “mia” di cieco possesso che possa ostacolarne il pieno ed autonomo sviluppo.


Tutto questo mi turbina nella testa, questi tre anni che sono sembrati tre mesi, chissà come voleranno i prossimi. Struggente malinconia di un amore senza pari, fatto di emozioni, fisicità, e tanta responsabilità. Emozioni e responsabilità nessuno potrà mai togliermele, ma per la prima volta, forse, avverto con una fitta in tutto il suo significato la consapevolezza che ogni giorno di più, fino a quando si formerà il suo nido famigliare, quella fisicità sarà sempre, inesorabilmente, un pochino meno di quella del giorno prima…


Impugno il telefono e chiamo allora lei. Lei che fin dall’inizio della mia adolescenza ho compreso vivesse diversamente da me molte cose, e quante lotte abbiamo fatto. Lei che mi ha cresciuto, che mi teneva nel lettone a cantare il musical di “hair” e mi faceva ballare quando i tre anni li avevo io. E ha dovuto accettare tutte le mie ribellioni. Tante, perché ho sempre mal sopportato i rigidi copioni sempre cercando la mia strada, frequentemente frainteso (per la verità più a scuola che non in famiglia) come eccessivamente anticonformista e talvolta persino come indisciplinato.
Lei che oggi vedo una volta sola alla settimana, e in quell’occasione è rapita dalle mie figlie. E che in settimana, praticamente, non chiamo mai.


Evidentemente legge il mio nome sul display del telefonino, e risponde come sempre: - Amore, cosa c’è?-
- Ti voglio bene mamma.-
Era un po’ che non glielo dicevo. Non saprei dire quanto sia quel “po’”, ma ho l’improvvisa coscienza che quel “po’” sia in ogni caso decisamente e colpevolmente troppo.
Si emoziona, le spiego la mia telefonata, le si rompe la voce ricordando (tempi ben diversi) il mio primo giorno d’asilo e la sua sofferenza. E mi ringrazia, per questo “ti voglio bene” gratuito che mi dice valere più di qualsiasi regalo di Natale.
Lo ribadisco, mentre chiudiamo la breve telefonata.
Mi risponde scimmiottando il giochino che facevamo da piccoli: - ti voglio bene-, le dicevo, -io di più- mi rispondeva, ed io allora indispettito dicevo –mamma, è diverso-
Stavolta non le rispondo.
Lascio cadere la telefonata con quel “io di più”.
Ormai lo so.
Ha ragione lei.

mercoledì 2 dicembre 2009

La soluzione dietro l'angolo. di Ivano Lazzaroni

Cari i miei venticinque lettori, come state? Mi siete mancati, ma non il calcio.
E noi che fummo Guerrin, abbiamo sempre dato un calcio nei maroni ai potenti.

Scusatemi, ma dedichiamo tutti assieme un minuto di silenzio all'addio del Guerrin, di cui sono stato uno dei tanti mattoni, della rivista che ha rinnovato il giornalismo italiano e non solo.

Ma basta coi ricordi e guardiamo avanti. Cosa vedo? Il ritorno del Mancio. Era ora.
Finalmente in molti di sono accorti che il calcio mondiale, non solo quello italiano, mancava uno dei leader moderni di questi sport. Il calcio senza Mancini non può stare.
Ora che è libero dalla tirannia di Moratti, tutti lo cercano, in tutti i continenti, perfino la Nigeria, senza dimenticare che c'hanno provato pure Nuova Guinea, Borneo, Mongolia e Panama. Il nuovo calcio che avanza insomma. Quello che piace a Platini.
Si il Mancio è sempre giovane, è rimasto quel ragazzino spavaldo che incantò il mondo con la maglia del mio Bologna.
Ma credo che il mio caro Amico, non lascierà l'Italia, ma andrà in una panchina di una grande, anche se le richieste dall'estero non mancano, sopratutto dall'est, anzi nord-est. Ma alla fine andrà dove non è riuscito ad andare da calciatore: alla JUVENTUS.
Ed immagino la sua felicità. Lui che è stato juventino fin da bambino, quando tirava calci al pallone come uno schermitore jesino. Lui che col pallone sapeva usare sia l'arma del fioretto, della sciabola e della spada in un sol colpo. E come pure le sue stoccate dialettiche col fu Luciano Moggi.

A proposito, che vi avevo detto di Moggi? In Italia tutto cambia perchè nulla cambi, e ne uscirà immacolato come un bimbo il giorno della prima comunione. Che tristezza, ma pazienza, in compenso non farà più danni al mondo del calcio. Oramai è un burosauro, e come accade nella piece teatrale, lui è l'unico a non saperlo. Mi mette tenerezza se non fosse che ha sputtanato il buon nome dell'Italia pallonara in tutto il mondo.

Il campionato rimane avvincente come la 3563^ puntata di Beautiful, con l'Inter manciniana che stravince. Come dite l'allena il portoghese? e che c'entra, gli uomini cardine sono gente che fece arrivare il Mancio, non prendiamoci in giro.

Sabato sera, vedremo il derby d'Italia. Risultato già scritto. Non perchè c'è Moggi in tribuna, ma perchè l'Inter è nettamente più forte dell'esercito della salvezza juventino. Oramai a Vinovo vige il si salvi chi può. Mi spiace per Ciro, ma d'altronde non ci si improvvisa allenatori. Ma i tifosi non disperino, la soluzione è dietro l'angolo.

I.L.

domenica 29 novembre 2009

Lo si chiami ...

- è l'unico che potrebbe salvarci da questa mediocrità
- è l'unico che batte FdM in quanto a personalità
- è l'unico che potrebbe prendere a calci nel culo la Geisha
- è l'unico che manderebbe a fan kulo de paola & Co.
- è l'unico e basta.

Vescovo Eretico

venerdì 27 novembre 2009

CAGLIARI - JUVENTUS

- albero di natale
- cara babbo natale, portami un allenatore nuovo ... se in sella ad una Harley Davidson ... meglio;
- difesa ranieriana, della serie come era verda la mia valle ...
- mediana con un truzzo, un bidone ed un maratoneta, ossia i somari al potere ...
- diego a CENTRO DESTRA!
- giovinco a CENTRO SINISTRA!
- FdM al centro sperando che non faccia CASINI ...

P.H.c/h fans club

giovedì 26 novembre 2009

Continuiamo così, facciamoci del male



in questo spezzone di Bianca, di un Nanni Moretti d'antan, è riassunto l'odierno disagio del tifoso juventino, che vorrebbe sapere tutto, controllare tutto, decidere di tutto, giudica tutto e tutti, poi sulle cose più inattese è pignolo in modo assurdo fino allo sfinimento e alla fine perde di vista il contesto e il senso complessivo delle cose, finendo travolto dalla matura ingenuità di un bimbominkia.

Meditate, gente, meditate.

mercoledì 25 novembre 2009

BORDEAUX - JUVENTUS

- purtroppo Grosso;
- FraNicola che da lezioni di tattica a OrangoTango;
- Melo nel campo solo quando si gioca in Val di Non o Val Venosta;
- Pulsen e Sissoko come il Bob a 2:
pilota e frenatore;
- in avanti i quattro nanetti:
Caprolo, Culettolo, Formicolo e Facciottolo;
- in panca uno a scelta tra Ferrara, Maddaloni e Sormani
- comunque preferisco il Barolo.

martedì 24 novembre 2009

Un po' anche qui....



C'è Innocenza nella dirigenza. SI MA QUANDO TORNA VITTORIA?

Processo per le plusvalenze
alla Juve, assolta la Triade


I pm avevano chiesto tre anni per Moggi e Giraudo, due per Bettega: giudicati non colpevoli perchè «il fatto non sussiste»
TORINO
Antonio Giraudo, Luciano Moggi e Roberto Bettega sono stati assolti oggi, «perchè il fatto non sussiste», al processo per i conti della vecchia gestione della Juventus.

La causa si è celebrata con il rito abbreviato ed era lo sbocco dell’inchiesta sulle cosiddette plusvalenze sulla compravendita di giocatori. I pm Marco Gianoglio e Antonio Pacileo avevano chiesto tre anni per Luciano Moggi e Antonio Giraudo, due anni per Roberto Bettega.

La Juventus aveva proposto di patteggiare una pena pecuniaria ma il giudice, Dante Cibinel, non solo non ha accolto la proposta ma ha assolto la società.

Alla lettura del dispositivo hanno assistito Bettega e Giraudo, i quali hanno lasciato il Palazzo di Giustizia di Torino senza fornire dichiarazioni. «È il trionfo della giustizia - ha commentato invece uno degli avvocati difensori, Andrea Galasso - sulle considerazioni metagiuridiche che hanno animato questa dolorosa vicenda giudiziaria».

da La stampa onlain

lunedì 23 novembre 2009

Editoriale del Lunedì: Casino & Casini


JUVENTUS - UDINESE: vince non convince. migliori in campo tre somari ed un casinista, che il duo gianni&pinotto ... pardon bergomi&caressa lo ha definito il regista della squadra ... rivalutando i fratelli vanzina. Da notare che è rimansto in campo il bidone biondo e non il melindo milionaraio. Lo ha capito perfino Ciro che Secco ha fatto una bischerata. E Corvino ride.

SERIE A: Parma come ai tempi di Scala. Inter che vince. Milan che vince. Roma che vince. Insomma niente di particolare. Nemmeno il possibile esonero di Zenga.

PREMIERE LEAGUE: Benitez oramai ha i giorni contati, si è messo nei casini con le sue stesse mani. Spurs che ne fanno nove in una partita sola, ma sempre tre punti sono. Carletto superbo e sir Alex alle calcagna. Arsenal persa un'altra occasione.

MINKIA LEAGUE: Decisive le partite di mercoledi, che taluni sottovalutano, come pure i possibili cambi. La pausa per le nazionali snatura il gioco comunque.

VARIE ED EVENTUALI: Martedi si potrebbe assistere all'eliminazione del Barcellona dalla CL.

IL FARO

nella notte delle grige ombre che camminano, un faro biondo si erge a inatteso geometra, per tenere assieme una banda di tiratori di calci di sgangherato assemblaggio.
il misticismo happelliano aveva già previsto tutto, è il karma....

può darsi che nell'arco di tre anni si rivelerà un purtroppo poulsen, ad oggi, i purtroppi sono ben altri.

buongiorno ai pochi indigeni che hanno resistito all'emigrazione di massa sul forum...:-)

venerdì 20 novembre 2009

JUVENTUS - UDINESE

- Torna FdM
- Benedetta dal Maestro
- Speriamo che il DJ non ci suoni
- Speriamo che Camo non abbia finito la benza
- Speriamo che il Nano non si nasconda
- Speriamo che Melo non sia bacato
- Speriamo che Grosso creda ancora di essere in Nazionale
- Speriamo che Cannavaro sia riamsto a Coverciano
- Speriamo che Buffon rida
- Speriamo che Ciro abbia imparato

mercoledì 18 novembre 2009

VERO ITALIANO INDIPENDENT

E perche MAI? Lo sanno tutti che la ricetta dell'italiano vero l'ha dettata alcuni sanremo fa il buon Totò "Melo" Cutugno:

I) un italiano vero deve essere lasciato cantare
con la chitarra in mano

II) amare gli spaghetti al dente

III) avere un partigiano come Presidente

IV) avere una autoradio sempre nella mano destra (nella mano? rubata?)

V) avere un canarino sopra la finestra

VI) avere troppa America sui manifesti

VII) ascoltare canzoni con amore

VIII) farsi piu' donne e sempre meno suore

IX) conoscere una certa Maria avente occhi pieni di malinconia

X) salutare Dio e ricordargli che si esiste e questuare qualche grazia.

XI) essere fieri di tutto ciò.

XII) farsi la barba con la crema alla menta

XIII) indossare un vestito gessato sul blu


XIV) vedere la moviola la domenica in TV

XV) bere caffè ristretto

XVI) tenere le calze nuove nel primo cassetto (e quelle vecchie? sotto il cuscino?)

XVII) avere una bandiera in tintoria (si riferisse a del piero?)

XVIII) avere una 600 giu' di carrozzeria (rubata pure questa? a toto'....)

XIX) risalutare Dio ricordandogli checi sono anch'io

XX) lasciare canatre ad libitum.

Ma secondo voi, amauri è tutto questo? Io dico no. E dico si a Pazzini, ammesso che risponda ai summenzionati quesiti.

E noi, siamo italiani veri? Meditate gente, meditate (cit.)

ps: che poi mi son dimenticato di dire che Amauri prima che italiano deve dimostrarsi juventino, ma non nel sento Lapiano o Lapistico del termine. Vabbè l'italian independent, ma non puoi andare a una cerimonia di premiazione con la canotta bianca sotto un maglioncino a V della vecchia zia che accendeva i fuochi nei bidoni lungo i viali di notte, e i capelli come spaghetti scotti.

giovedì 12 novembre 2009

martedì 10 novembre 2009

FUSILLI ALLA RANIERI


potrebbe dal titolo sembrare un piatto principesco e invece ...lo è
per davvero, per "er principe de noantri" al secolo il nostro amato
e indimenticato ex mister Ranieri der Testaccio che mo' alena a
Roma ... e in suo onore, per aver fermato l'armata delle tenebre,
per aver detto alla sua ex squadra "Juve credici allo scudetto"
e per tutto quello che ha fatto con noi nonostante una manica
di incapaci e remacontro ho deciso di dedicare questo piatto
vegetariano DOC per il quale non è stato usato nessun tipo di
grasso animale ivi compreso il grasso orso trentino del blog che
tra l'altro è specie protetta e riservato solo all'accoppiamento.
e allora sventoliamo tutti insieme i colori giallorossi e auguriamo
al mister le migliori fortune e successi .. sempre che non passi
dalle sue parti un certo .. Pieri

buon appettito cari vegetariani tutti
Vs aff.mo
cuoCònero

12a giornata secondo Senza Senso


Partiamo con ordine......

Catania-Napoli partita durissima per entrambi, un pareggio che sta stretto al Catania che sbaglia troppi gol, tirata d'orecchie al tecnico ATZORI non si lascia in panchina LEDESMA.
...................
Atalanta-Juventus partita divertente, come e stata Juventus-Napoli e Juventus-Sampdoria..........grazie anche al tipo di calcio spregiudicato della Juventus....subisce un pò di gol.......ma e dovuto al CALCIO ULTRAOFFENSIVO che pratica la Juventus......difesa altissima..con cHIELLINI e CANNAVARO che fanno gli attaccanti aggiunti.......GIOVINCO-DIEGO e CAMORANESI creano 120 palle gol.....peccato che in mezzo ci sia il PALO DELLA LUCE....TREZEGUET.......a Bergamo ha toccato 5 palloni in 90 minuti.......troppo poco......questo costringe la JUVENTUS a giocare sempre in 10 contro 11.....con AMAURI.......la Juventus in attacco e devastante con allespalle i tre NANETTI............DIEGO...GIOVINCO e CAMORANESI giocano di tecnica e non di fisico..........e sono imprendibili...........LA JUVNETUS STA GIOCANDO un TIPO DI CALCIO BY SENZASENSO...un calcio SPREGIUDICATO che serve a pagare il prezzo del biglietto..................a BERGAMO in tanti si sono divertiti..perchè si gioca a VISO APERTO.............



.........................
Bologna-Palermo.............azzzzz....si vede la mano di Franco Colomba........sul piano psicologico...motivazioni......Quando tempo fa vi parlai di COLOMBA e un sincronismo tra tattica a e grande motivazioni soprattutto durante la settimana.......lo scorso anno fece MIRACOLI PAZZESCHI ad ASCOLI.........FRANCO COLOMBA arrivò ad aSCOLI che la situazione era disperata........ultimi in classifica....stipendi 0 lire....i GIOCATORI NON VEDEVANO SOLDI DA mesi e mesi.....FRACNO COLOMBA fece giocare una squadra in cui i giocatori giocavano gratis......GRATIS con la speranza di prendere poi i soldi.......CON LA SPERANZA non se MAGNA.....COLOMBA fece il miracolo.......sarebbe stato l'allenatore ideale per un MILAN in APNEA...........e arrivato a BOLOGNA con giocatori non adatti al suo calcio..e sta facendo già i primi miracoli.......tra cui far correre ADAILTON e ZALAYETA...............settimana scorsa un giornalista bolognese domandò a FRANCO""""Scusi mister...con lei ADAILTON ha il posto tra i titolari..ma non le sembra troppo gracile e che non corre""""
Franco COLOMBA rispose"""""In campo non ci vado con le PALE e la terra da ZAPPARE...ho bisogno di qualità tecnica....non mi interessa che non corre......""""
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Cagliari-Sampdoria......partita condizionata da un rigore non dato alla Sampdoria sullo 0-0.....e la tipica guerra tra i POVERI....ci si ruba il pane a vicenda....l'importante che i punti non siano tolti alle BIG.....poi tra i poveri chi kazzo se ne frega.....
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Parma-Chievo....tutto com'era previsto............


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Lazio-Milan..........................partita inguardabile......il Milan che gioca un bel catenaccio........CI SONO ALCUNI DEFICENTI che dicono che il MILAN gioca il 4-2-4.......ma chi kazzo spara ste kazzate..................AVETE MAI VISTO GIOCARE una squadra con il 4-2-4?.............guardatevi il PISA di VENTURA e il BARI di CONTE......quelli giocavano un 4-2-4...con esterni rapidi..veloci e tecnici con grande dinamismo.......il MILAN pratica un 7-3........................il 7-3 lo si gioca in NUOVA GUINEA tra le tribu ZULU e ZUZU........hanno un campo più piccolo........si piazzono con 7 sotto la linea della palla e 3 sopra la linea della palla........ ......il MILAN crea 2 palle gol a partita.....sfruttando gli ERRORI..........poi si piazza dietro...tutti a DIFENDERE come nelle PARROCCHIE dei FRATI CELESTINI.........il MILAN non ha un gioco di calcio............ha un gioco da tipica provinciale....senza IDEEEE.........solo approsimazione.........la LAZIO e stata fortunata di aver incontrato il MILAN..almeno e stato un 1-2 onorevole....noioso..lento come la fame....c'era il RONDINELLA MARZOCCO....la LAZIO ne prendeva 5 o 6 gol........comunque il MONDO MILAN e contento...azzi loro........poi non devono venire a piangere...........il MILAN di LEONARDO e quasi come il MILAN di ZACCHERONI......un lampo dentro al nulla............
............................
Udinese-Fiorentina.......................Straordinaria partita della Fiorentina che pure con le RISERVE tiene testa a UDINE contro un UDINESE che ha dato lezione di calcio a INTER...MILAN e ROMA...............un VARGAS da fantascenza.....un MARCHIONNI di livello mondiale.....anche perchè gioca sempre ..................
............................
Inter-Roma........................avevo previsto che ci sarebbe stata la TRUFFA DI SAN SIRO.......non voglio commentare questa partita per il disgusto che ho provato nella malafede arbitrale..........
.............................

Minkia Leage 12a giornata: PELU' E PENZO... O' TERREMOOOTOOOO


...COLPI DI scena FINO A DOPO CENA, average vince di uno, il Mistico insegna che il sesso prima durante e dopo l'incontro non giova allo sport, certo giova a tutto il resto ma questo è un altro discorso...

... cade per mano di uno scatenato PerezPelù la corazzata del Conero, mentre con enorme sorpresa il Penzo colpisce e affonda lo Ju72 che pare aver perso brillantezza...

...Gottister e Kanederly in continua ascesa, assieme allo Spotteam che partito male nonostante gli ampi favori del pronostico, pare aver aggiustato gli equilibri interni alla sua mente e ora viaggia a vele spiegate....

... in fondo alla classifica tutto tace, nonostante gli sforzi e gli aiutini ricevuti dal palazzo...

...dopo la sosta surreale scontro tra le due correnti del palazzo, i montanari di Rovereto contro i cadorini delle Dolomiti ampezzane... si teme finirà a formaggi di malga, salami freschi e birra della valsugana....

Leellough Zurly

lunedì 9 novembre 2009

Robert Herbin - La Vie en Vert - di Spotty, prima parte



(La vita in verde)

Il calcio ha una sua imprevedibilità, quasi maligna, che arriva spesso a determinare il successo di una carriera per un evento imprevisto, accidentale, che di solito viene liquidato come un'inezia e che ricade nella componente di imponderabile che fa sì che la frase classica "la palla è rotonda" non sia solo un modo di dire.
Di solito si parla del "ciuffo d'erba", del "refolo di vento", della "questione di centimetri", per arrivare poi all'errore arbitrale.
La carriera di Robert Herbin fu condizionata dalla sezione della traversa di una porta di Hampden Park, lo storico stadio di Glasgow, e se avrete pazienza di leggere, scoprirete perché.
Quando Robert Herbin, nel 1972, diventa il più giovane allenatore della storia del Saint Etienne ha 33 anni e pone fine ad una onorevole carriera di calciatore durata quindici anni, sempre con la maglia dei "verts".
Sono in molti a credere che la scelta di Roger Rocher, il "padre-padrone" (ma soprattutto "padrone") del Saint Etienne sia un'indicazione del basso profilo cui è orientata la programmazione della società dopo un decennio di trionfi con Jean Snella e poi con Albert Batteux.
Il Saint Etienne sta cedendo i calciatori più famosi, se ne sono andati il portiere Carnus, il difensore centrale Bosquier ed anche il fuoriclasse franco-africano Salif Keita sta facendo le valigie per raggiungerli a Marsiglia dopo un braccio di ferro con il presidente.
C'è tensione al Saint Etienne, una tensione che non lascia prevedere niente di buono per il futuro della società che ha dominato la seconda parte degli anni sessanta del calcio francese, eppure, quando quel parigino dalla faccia squadrata e dalla capigliatura ricciolosa rosso fuoco entra da allenatore negli spogliatoi dello Stadio Geoffroy-Guichard, che ha appena lasciato come calciatore, sta per cominciare forse l'epoca più esaltante del calcio francese, quella che porterà tutto il movimento all'eccellenza europea e mondiale dopo anni di grigio anonimato e che passerà alla storia col nome di "epopée verte".
Robert Herbin è stato un buon calciatore, ha vestito ventitrè volte la maglia della nazionale francese ed ha partecipato alla fase finale di Mondiali nel 1966, dove si è anche infortunato seriamente.
La sua principale caratteristica come calciatore è la duttilità, ovvero la caratteristica di non avere particolari caratteristiche.Gioca indifferentemente in tutti i ruoli del centrocampo, in difesa sa farsi rispettare e in una stagione, schierato in attacco da Batteux che ne apprezza soprattutto la disponibilità al cambiamento, segna addirittura trenta reti.La sua visione di gioco favorisce il suo impiego come "giocatore universale" e questo diventa il bagaglio fondamentale che si porta in panchina, assieme ad una sorta di venerazione per il suo maestro, Albert Batteux.
A parte queste sue innegabili doti Robert Herbin non ha un carattere facile.Figlio di un suonatore di trombone dell'orchestra del teatro di Nizza, ha l'hobby della musica ed un senso della disciplina, fuori e dentro il campo, molto spiccato.In Italia gli verrebbe certamente assegnata l'etichetta di "sergente di ferro", in Francia lo chiamano "la sfinge" per la sua imperturbabilità durante le partite.Con i calciatori del Saint Etienne e con la dirigenza ,mette subito le cose in chiaro :-"Io comando ed i calciatori obbediscono. Non voglio dirigenti nello spogliatoio, lì basto io ".

Roger Rocher, che è andato personalmente a prelevarlo allo stage per allenatori professionisti, che aveva iniziato a frequentare presso la Federazione, gli dà fiducia, anche perché le richieste di rinforzi, in linea con l'indirizzo della società, sono tutto sommato modeste, anche se precise ed intransigenti, cosa che diverrà tradizionale per Herbin.
In porta viene scelto come sostituto di Carnus lo jugoslavo Yvan Curkovic, portiere del Partizan Belgrado e l'unica altra richiesta riguarda un giovane difensore centrale argentino, Oswaldo Piazza, la "rosa" viene poi integrata con giovani sconosciuti e col ritorno, dopo qualche anno di esilio, di Hervé Revelli.

Con Herbin non esiste la parola "concertazione", spariscono i lunghi discorsi che erano valsi ad Albert Batteux il soprannome di "predicatore", sul campo d'allenamento corre con il gruppo, spesso a torso nudo, e svolge lo stesso programma atletico dei calciatori."Ognuno deve prendersi le sue responsabilità e svolgere solo, ma in pieno, il proprio compito"- è solito ripetere - "alla fine valuteremo i risultati" .
All'inizio le cose non vanno bene, i risultati sono deludenti tant'è che in un momento di crisi decide di andare a chiedere consiglio a "Monsieur Batteux".Tatticamente Herbin si ispira all'Ajax, al suo gioco totale, ma corretto da una netta propensione alla saldezza difensiva pur mantenendo tutte le altre prerogative del credo olandese: pressing, gioco sulle fasce, tattica del fuorigioco, grande attenzione alla preparazione atletica.Tutte cose che Albert Batteux non condivide troppo, ma "Monsieur Albert" che lo conosce bene lo convince a continuare sulla sua strada, senza lasciarsi condizionare dai risultati.Herbin, testardo, segue la sua idea con caparbietà e passa di sconfitta in sconfitta, ogni volta studiando con applicazione ogni fase della partita, modificando, aggiustando cercando di capire.
Secondo la leggenda la svolta arriva dopo una partita a Nancy, col Saint Etienne travolto per 0-4.
Herbin, solitamente poco incline all'allegria, quella volta si presenta alla stampa disteso, addirittura con il sorriso sulle labbra, dopo la peggiore sconfitta della stagione.I giornalisti si guardano in faccia pensando che gli abbia dato di volta il cervello, ma Herbin spiega la sua calma con semplicità e chiarezza :- "Abbiamo perso, ma io sono molto, molto soddisfatto per quello che ho appena visto, perché ho capito cos'è che non va, ed ora che ho visto il granello di sabbia che blocca l'ingranaggio, sono sicuro che questa squadra farà parlare di sé l'anno prossimo"-
Non sono in molti a prenderlo sul serio, ma quella sera nasce la nuova disposizione tattica del Saint Etienne con l'impiego della copia centrale formata da Christian Lopez ed Oswaldo Piazza, destinata a diventare, nel giro di un paio d'anni, la migliore d'Europa, e se attorno al nome di Herbin cresce lo scetticismo, la squadra e la società si stringono attorno a lui.

Alla fine il duro lavoro di Herbin paga.Il Saint Etienne, dopo il primo anno di assestamento, ritorna Campione di Francia nel 1974, conquistando anche la Coppa di Francia .
Assieme al lavoro di ricostruzione paga anche l'affiatamento che Robert Herbin trova con il Direttore Generale Pierre Garonnaire, una sorta di Allodi francese, forse per la sua spregiudicatezza nei modi d'operare, la modernità e la decisione, addirittura un Moggi.

I due si rispettano e insieme buttano giù le basi per un grande rilancio, soprattutto in chiave europea.Herbin, che l'ha vissuta sul campo, ricorda alla perfezione l'impatto emozionale della grande rimonta sul Bayern e, quando nell'ottobre 1974, il Saint Etienne viene travolto a Spalato dall'Hajduk per 4-1 negli ottavi della Coppa dei Campioni capisce che è arrivata la sua occasione e prova a trasformare quella disfatta in un'opportunità.
Fra gli interpreti di quella impresa ci sono ancora Georges Bereta, che è tuttavia in rotta con Garonnaire e con il presidente, Jean Michel Larquè ed i fratelli Revelli, mentre il resto della squadra è quasi tutto nuovo.In porta è stato confermato lo jugoslavo Yvan Curkovic, in difesa si è imposta la coppia composta dall'argentino Oswaldo Piazza e dal giovane Christian Lopez e sta emergendo un terzino che farà strada, Janvion; a centrocampo giocano due ragazzi giovani, due scoperte della coppia Herbin-Garonnaire, si chiamano Synaeghel e Bathenay, mentre in attacco si alternano qualche giovane di belle speranze ed il greco Triantafilos.
L'impresa sembra disperata, ma Herbin e Garonnaire riescono a caricare alla perfezione squadra ed ambiente ed alle 20:30 il colpo d'occhio del "Geoffroy Guichard" è impressionante.La partita è destinata alla leggenda: il Saint Etienne la vince per 5-1 dopo i tempi supplementari ed assieme alla vittoria arriva l'incredibile qualificazione.Q
uando il greco Triantafilos segna il suo secondo e decisivo gol all'ultimo minuto del primo tempo supplementare, lo stadio "inglese" di Saint Etienne esplode, la panchina invade il campo, le tribune diventano un muro di sciarpe verdi, solo Robert Herbin, "la sfinge", resta impassibile.
Quella partita rimpiazza nel cuore dei francesi che l'hanno seguita in diretta TV la vittoria con il Bayern Monaco e l'appuntamento con la "Coupe d'Europe" e con "les verts" diventa un momento di aggregazione in cui i francesi ritrovano la passione per il calcio , fin lì spesso umiliata dalla mancanza di risultati.
Dopo la vittoria arriva il divorzio con Bereta, l'ultimo superstite del grande Saint Etienne della gestione Batteux cacciato dal presidente Rocher per i suoi contatti con l'Olympique di Marsiglia, al suo posto Herbin, suo ex compagno di squadra, si arrangia con le riserve.
La marcia del Saint Etienne, che ha fatto letteralmente innamorare la Francia col sogno di potersi stringere attorno a "les verts" nella venticinquesima finale che inaugurerà il nuovo "Parc des Princes", si ferma proprio contro il Bayern Monaco in semifinale.
Herbin prepara i suoi alla perfezione, ma dopo un pareggio per 0-0 in casa, gli esperti tedeschi chiudono il conto a Monaco di Baviera vincendo per 2-0.
Il Saint Etienne si rifà vincendo nuovamente il Campionato e la Coppa di Francia , mettendo così a segno il secondo "doublé" consecutivo.
Secondo la tradizione che accompagnerà costantemente la parabola calcistica di Herbin, anche nella vittoria in Campionato c'è una grande partita da consegnare alla leggenda.L'Olympique di Marsiglia , la grande rivale, la società che ha strappato tutti i campioni del Saint Etienne all'amore dei suoi tifosi, si presenta il 3 maggio 1975 allo Stadio Geoffroy Guichard con un vantaggio residuo di un solo punto: la partita è decisiva per l'assegnazione del titolo.Robert Herbin carica magistralmente l'ambiente ed i suoi calciatori, ma alla fine del primo tempo i marsigliesi, che schierano fuoriclasse della stoffa di Trèsor, Paulo Cesar e Jairzinho, sono in vantaggio per 1-0 e sembra tutto finito .
Nell'intervallo Herbin affronta i suoi che sembrano scoraggiati, li scuote, li guarda negli occhi a uno a uno, con lucida calma dà loro nuove disposizioni tattiche, illustrando i punti deboli di una squadra che fin lì ha dominato il campo.Al ritorno in campo "les verts" sono un uragano; pareggiano quasi subito, poi, in cinque minuti travolgono l'Olympique con un clamoroso 4-1, che frutta loro, secondo le regole del calcio francese di quegli anni, anche il "bonus" del terzo punto in caso di vittoria con tre gol di scarto: un trionfo senza precedenti.


Come se non bastasse questo a rendere famoso Herbin, ecco un altro episodio clamoroso di quello stesso campionato, forse uno dei più belli della storia del calcio francese.
L'Olympique Marsiglia non molla, ed alla penultima giornata, per garantirsi il titolo, il Saint Etienne, che sta per disputare le semifinali di Coppa di Francia e Coppa Campioni, deve battere il Bastia.

La partita nasce male e continua peggio : a venti minuti dalla fine i corsi sono in vantaggio per 2-0 e si gioca sotto un autentico uragano con "les verts" che appaiono spaesati ed in balia di un avversario più fresco e determinato, ed a suo agio su un campo trasformato in acquitrinio, quando ad un tratto salta l'impianto di illuminazione e lo stadio piomba nel buio.Le due squadre guadagnano gli spogliatoi dove attendono per una decina di minuti che sia ripristinata l'illuminazione, quando questo avviene il Saint Etienne torna in campo trasformato e in un quarto d'ora segna tre reti conquistando la vittoria ed il titolo.
Inutile dire quante e quali ipotesi vengano fatte sul ruolo di Herbin in quei dieci minuti di fronte ai suoi calciatori delusi e fradici di pioggia, per festeggiare il titolo Robert Herbin, la cui forma fisica e la cui preparazione atletica non ha nulla da invidiare a quella dei suoi calciatori, "si schiera" in difesa nell'ultima giornata contro il Troyes
.E' il momento migliore del Saint Etienne, la squadra gioca un calcio moderno, velocissimo, aggressivo, il modello Ajax è stato ben imitato.I terzini esterni, il giovane Janvion e il maturo Farison, giocano costantemente in proiezione offensiva, ma sanno anche farsi rispettare quando sono chiamati a difendere, la coppia centrale è forse la migliore d'Europa e l'argentino Piazza diviene famoso per le sue "montées", ovvero con i travolgenti raid offensivi che diventano una delle armi più temibili di cui dispongono "les verts", una sorpresa che è spesso fatale agli avversari.A centrocampo, accanto a Larqué "meneur de jeu", come lo definiscono i francesi, vi sono due giocatori giovani e di sicuro talento come Synaeghel, interno elegante e, a dispetto di un fisico apparentemente gracile, inesauribile stantuffo, e Dominique Bathenay, forse il miglior prodotto del calcio francese dopo Platini.
Bathenay è potente, fortissimo nel contrasto e abile nella costruzione, dotato di un tiro micidiale e di un grande senso del tempo negli inserimenti offensivi, ma soprattutto ha grandissima personalità e solo i contrasti con qualche "mostro sacro" (fra cui Platini) impediranno a questo calciatore una carriera ancora più brillante con la Nazionale francese.
L'attacco resta la parte meno brillante del Saint Etienne, ma, dopo la conquista anche della Coppa di Francia, e quindi de secondo doublé consecutivo, arriva il calciatore che chiude il cerchio , si chiama Dominique Rocheteau, ma per tutti i francesi diverrà presto "l'ange vert", un idolo assoluto del calcio francese prima che sorga la stella di Platini.
I metodi di allenamento di Herbin fanno scuola, agli allenamenti del Saint Etienne si presentano allenatori da ogni parte d'Europa, la Federazione organizza degli stage per promuovere "la rèvolution verte" e diffondere in tutta la Francia i metodi di preparazione di questo allenatore così all'avanguardia.
Ma quali sono questi metodi ?Nulla di particolare: grande attenzione ai fondamentali, esercizi specifici per calciare le punizioni, per provare schemi sulle situazioni di palla inattiva, per uscire dal pressing avversario e per portare con successo il proprio in ogni parte del campo.
Herbin cura ogni dettaglio ed allena personalmente, per ore, i portieri che considera l'elemento fondamentale nel suo gioco.Per prepararne al meglio la reattività e esaltarne l'istinto, ha ideato un esercizio, semplice quanto efficace che ha battezzato "il serpente" che ha messo a punto dopo intere giornate di lavoro con Yvan Curkovic.Si tratta più o meno di questo : Curkovic si dispone di spalle a circa nove metri da Herbin, poi, all'urlo "allez" dell'allenatore fa una mezza capriola a destra o sinistra e deve parare il tiro scoccato dal mister appena il portiere si rialza di fronte a lui, e la cosa si ripete per tutta la lunghezza del campo, per decine di volte.
Ma anche tatticamente Herbin porta grandi innovazioni che tuttavia non gli saranno riconosciute.Le principali sono: la grande compattezza dei reparti, il suo Saint Etienne sarà la squadra "più corta" della sua epoca che precede di una dozzina d'anni il Milan degli olandesi, l'interscambiabilità quasi totale dei ruoli dei calciatori che richiama il modello olandese, l'attacco privo di un autentico centravanti di ruolo che toglie ogni punto di riferimento agli avversari, l'occupazione costante, assidua, totale, delle fasce laterali con due calciatori per parte che nuovamente precede il tanto celebrato 4-4-2 della fine degli anni ottanta sul quale saranno costruite fortunatissime carriere, dieci anni e passa dopo che "les verts" lo avevano mostrato sui campi di mezza Europa.
Il calcio del Saint Etienne è quindi modernissimo e anche nella stagione successiva si impone in Francia e soprattutto in Europa dove il Saint Etienne raggiunge l'apice dell' "epopée verte".
"Les verts" eliminano in successione i danesi del Copenaghen,poi il Glasgow Rangers, vincendo tutte e quattro le partite e rivelando al pubblico televisivo europeo, e soprattutto francese, l'affascinante talento di Rocheteau.
Il loro calcio è spumeggiante, divertente, veloce, brillante, coraggioso, "les verts" giocano in trasferta, con lo stesso piglio con cui giocano in casa, con la stessa propensione offensiva, la stessa mentalità vincente.
Questo atteggiamento è riassunto nel motto di Herbin - "Nous redoutons tous, mais nous ne craignons personne" ("Rispettiamo tutti, ma non temiamo nessuno") - ma quando questa frase viene pronunciata da Pierre Garonnaire dopo che il sorteggio dei quarti ha accoppiato il Saint Etienne alla Dinamo Kiev, nessuno la prende sul serio.

-fine prima parte-

AUGURI ALLO JUVENTINO TREVIGIANO PIU' FORTE DEL MONDO

...il marketing già investe su di lui per il pallone d'oro 2010... e se oggi gli sponsor contano, quale regalo migliore... son 35, Alex... 35... spero che tu quest'anno possa segnare altrettanti goals e che ci guidi a conquistare 35 scudetti prima di appendere le scarpe al chiodo, in fondo al viale del tramonto.

Scrivete nei commenti i mgiliori ricordi nonchè i peggiori legati alla grande seconda punta della Juventus.

Editoriale del Lunedì: Grazie Cantante.



ATALANTA - JUVENTUS: non avendola vista, non do giudizi, ma noto un'euforia diffusa nel popolo juventino e questo non fa che bene. Sento echi di un PdL da leader dei popolari europei, di un Melo che verà studiato all'Istituto Agrario di S.Michele, di un Ciro che ricalca le orme del maestro Happel e che ha già messo in soffitta il ricordo scomodo di Maifredi.


SERIE A: mi spiace per i puristi del calcio, ma se Ciro è grande, lo deve al cantante che ha fermato l'Inter a S.Siro. Spero che nessuno faccia gesti insani. Il Napoli si ferma a Catania. Marino perde e convince. Ballardini giorni contati.


PREMIERE LEAGUE: Carletto fa secco pure Sir Alex. Villans travolgenti. Stasera tocca a Benitez. Giocherà Aquilani?


MINKIA LEAGUE: Non ci si capisce più nulla. Giocatori che risultano rotti che giocano e sono i migliori in campo. Confusione al potere. Domani dopo la partita dei reds forse ci capiremo qualcosa.


VARIE ED EVENTUALI: Passato un w.e. senza calcio di nessun genere. Bene, molto bene.

venerdì 6 novembre 2009

ESSERE TIFOSI DELLA JUVE NEL 2009...
















Sono un tifoso della Juve perché...

1) Quando vedo Buffon con la maglia del Milan ho un moto di rabbia perché so già che mi sveglierò tutto sudato
2) Ho fatto modificare il mio televisore in modo tale che il risultato in sovraimpressione fosse: [Cesena più forte 0-2 New Holland FC]
3) Il mio derby del cuore è Udinentus-Juvinese
4) Giovinco De Ceglie e Marchisio li ha voluti fortemente Moggi dopo averli visionati nel reparto ostetricia del Sant'Anna
5) Se la Juve perde una partita sono così affranto che non esco più di casa per tre giorni: ero troppo intento a postare nel blog di De Paola
6) Voglio l'esonero di Ranieri perché esonerare gli allenatori dopo 6 partite è una tradizione che va rispettata
7) I giocatori della vecchia guardia ci mettono rabbia, cuore e orgoglio, gli altri li ha comprati Secco
8) Se Amauri e Del Piero segnano i gol, ripenso sempre ai bei tempi in cui Moggi ci comprava i campioni
9) Se i bidoni acquistati da Secco si infortunano, io l'avevo detto che erano bidoni
10) Ringrazierò Ranieri solo dopo che mi avrà fatto vincere qualcosa. Con la squadra di bidoni acquistati da Secco, chiaro...
11) Aggiorno l'elenco dei bidoni acquistati da Secco solo dopo la firma, perché altrimenti non potrei rimpiangerli
12) Siamo arrivati primi, ma dovevamo arrivarci con Giovinco in campo
12bis) Se gioca Giovinco al posto di Nedved e perdiamo, la colpa è di Ranieri che è un incapace

Amici miei, un 2008 pieno di soddisfazioni se ne sta andando, ma non c'è spazio per guardarsi indietro, non c'è spazio per la nostalgia, perché è in arrivo un 2009 che dovrà essere necessariamente più bello, appagante e intenso che mai!
E come sempre, avvertiamo in anticipo, e lo diciamo forte e chiaro: noi non ci fermeremo di fronte a nulla, nessuna sconfitta, nessun titolone di giornale, nessuna ostilità, niente di niente potrà fermare il nostro scopo.

LA NOSTRA JUVE TORNERA' A VINCERE ENTRO BREVE, FORSE BREVISSIMO TEMPO.

Se lo scolpiscano in testa una volta per tutte i menagrami, i ridimensionati, e chi ci vuole male! Oggi più che mai: o con noi o contro di noi! Noi che abbiamo i migliori giovani d'Italia, una società sana, forte, unita e determinata, un progetto economico-sportivo entusiasmante, giocatori forgiati dal tempo e dall'enorme responsabilità che si sono presi, quella di riportarci in alto. Credetemi, Vinovo è un nucleo di energia atomica debordante. Noi che abbiamo una forza intrinseca che gli altri non hanno, classe, identità, cuore, passione, orgoglio, capacità, FAME. E quando ci sono questi attributi in abbondanza, non c'è avversario che tenga: lo dice la nostra storia, è scritto nel nostro futuro, noi siamo condannati a vincere, gli altri sono condannati a TREMARE. E' questa la nostra forza, è questa la nostra ragione, ed è per questo che siamo tornati.

F O R Z A J U V E S E M P R E

Alessandro

giovedì 5 novembre 2009

Accontentiamo i crociati pavesi e marchigiani ...












Ora andate e moltiplicatevi ...
- Vescovo Eretico -



mercoledì 4 novembre 2009

A tutti i tifosi juventini, sedicenti tali nonchè semplici appassionati sostenitori


Buffon 7,0 salva con "colpo" di reni "colpe" non sue

Caceres 6,5 aria nuova in corsia destra, lasciate pure aperta la finestra
Chiellini 6,5 ordinary people
Legrottaglie 6,0 idem
Grosso 5,0 la mette a vanvera con una certa costanza tanto da pensare a uno schema non capito

Melo 6,0 gran fisico da sradicatore .. narcolettico
Poulsen 6,0 ridacce i soldi puzzone!! un tiro 1 della pupa e fuori dallo specchio (3,5 mln lo stipendio)

Camoranesi 6,5 finchè ne ha tiene la baracca a galla e golle
Tiago 4,5 ABBASTA
Diego 6,5 se giocasse negli ultimi metri sarebbe decisivo .. non da centrocampista a lungo raggio

Amauri 4,5 questo sarà l'anno degli alti e bassi


De Ceglie 4,0 inguardabile, assurdo
Trezeguet s.v. perchè rischiarlo?? col brasiliano squalificato domenica .. mah

All.Ferrara 5,5

CuoCònero....

martedì 3 novembre 2009

MACCABI - JUVENTUS: Ciro rischia.

- modulo 4-2-3-1
- formazione obbligata
- difesa da CL
- centrocampo di bidoni veri e presunti
- linea di rinculo con rischio fiasco
- tronista in prima linea

Brian Clough - Cala il Sipario - di SM


La morte dell’ex amico e collega Peter Taylor, avvenuta senza che si rappacificassero dopo sette anni senza rivolgersi la parola, la tragedia di Hillsborough, le polemiche e le denunce che erano seguite alla vicenda, il veleno che gli era piovuto addosso dopo che aveva espresso la sua opinione sulle responsabilità dei tifosi del Liverpool, e soprattutto il dolore per la morte di quei 96 giovani giovani tifosi lo avevano provato forse più di quanto fosse disposto ad ammettere anche a sé stesso


Con un Clough irriconoscibile e rassegnato, le ultime due stagioni al Forest si concludono con la retrocessione in Seconda Divisione che arriva dopo un campionato disastroso concluso all’ultimo posto della graduatoria e con il suo abbandono della panchina, quando ha compiuto da poco il cinquantasettesimo anno d’età .


Le cifre della sua carriera sono quanto mai eloquenti : in ventotto anni ha collezionato 1319 panchine, di cui 907 solo a Nottingham, vincendo due campionati, due Coppe Campioni, la Supercoppa Europea, quattro Coppe di Lega, il Charity Shield ed una quantità di tornei minori.


“Old Big ‘Ead” diventa una sorta di opinionista, il suo carattere non è migliorato, la sua lingua è tagliente come ai tempi dei “rams” e del “City Ground”, la sua prestigiosa carriera lo mette al riparo dalle critiche quando esprime giudizi senza appello.


Per qualche anno assiste alla trasformazione del calcio inglese; critica la moda dei calciatori stranieri superpagati, le sue analisi risultano sempre lucide e spietate e le sue battute sono spesso condite con l’arsenico.


Quando l’Arsenal ingaggia l’allenatore francese Wenger e diversi calciatori d’oltremanica, come Henry, Petit e Pires, Clough dichiara alla BBC, che gli chiede un pronostico sulla Premier League :- “Una cosa e certa : nei prossimi mesi gli spogliatoi di Highbury puzzeranno più di aglio che di olio per i massaggi …”-


Purtroppo trovano conferma anche le voci sui suoi problemi di salute dovuti all’alcool, e le sue apparizioni pubbliche diventano sempre meno frequenti.


Nel 1998 suo figlio Nigel, che lui aveva lanciato nel Nottingham Forest e che poi aveva avuto un ricco contratto con il Liverpool, segue le orme paterne cominciando ad allenare il Burton Albion . Per un curioso gioco del destino sono la stessa squadra e lo stesso posto occupati, trentaquattro anni prima, da Peter Taylor che poi avrebbe raggiunto Brian Clough all’Hartlepools.


Le condizioni di Clough sono preoccupanti, viene messo in lista d’attesa per un trapianto del fegato, come accade a George Best.

Prima di venire operato rilascia una dichiarazione toccante:- “Se dovessi morire non vorrei un epitaffio glorioso per le vittorie che ho colto, mi basterebbe sentir dire che ho contribuito, e sarei contento di essere piaciuto a qualcuno… “-


La storia di Clough deve ancora aspettare per diventare leggenda, viene operato e dopo il trapianto la sua vita, la vita di Brian Clough, torna lentamente alla normalità.


Con la moglie Barbara si prende cura dei nipoti, ama ancora parlare di calcio, della sua fantastica avventura a cavallo della tigre e, soprattutto, dei bei tempi quando con il Derby e il Forest “camminava sull’acqua” .


Nella sua biografia, uscita nel 2002, confessa il suo rammarico più grande : non aver finito il lavoro iniziato con Peter Taylor a Derby, dove avrebbe potuto raccogliere gli stessi successi di Nottingham ed ammette che “lasciare il Derby County è stato il più grande sbaglio della mia vita”


Il suo libro, non a caso, ha una dedica particolare e commovente : -Agli amici che non ci sono più, quelli che ho perso e che mi mancano così tanto”.



Morì di tumore il 20 settembre del 2004, all'età di 69 anni.